mercoledì 3 ottobre 2018

Presentazione Anno pastorale 2018-2019


Le indicazioni del Vescovo Angelo Spinillo
Dalla Scheda per la preparazione della proposta per l’Anno Pastorale 2018-2019

“Nella vita delle nostre comunità deve esserci un solo desiderio: che tutti conoscano Cristo, che lo scoprano per la prima volta o lo riscoprano se ne hanno perduto memoria; per fare esperienza del suo amore nella fraternità dei suoi discepoli”, scrivevano nel 2004 i Vescovi della C.E.I. nella Nota pastorale Il volto missionario delle parrocchie in un mondo che cambia.
Stiamo andando verso la fine del decennio che la Chiesa Italiana, con gli orientamenti “Educare alla vita buona del Vangelo”, ha voluto tutto centrato sull’educazione e sull’esigenza di riprendere stima e fiducia nell’educare. Più che tentare di fare un bilancio di chiusura di un tempo per poi archiviarlo, credo che, in quest’ultimo scorcio del decennio possiamo cercare di dare uno sguardo di sintesi al cammino percorso e riprendere e concentrare maggiore attenzione sugli elementi che, vissuti più efficacemente, ci aiuteranno a crescere nella vocazione a vivere il Vangelo, ad essere figli di Dio che, con il Cristo Signore, desiderano partecipare al compimento della volontà del Padre, e che vivono gioiosamente la missione di annunciare il regno dei cieli a tutte le nazioni.
Propongo alcune attenzioni pastorali sulle quali portare ancora la riflessione della nostra comunità diocesana e sviluppare il cammino della nostra formazione permanente e del nostro impegno pastorale:
1. il dialogo con i giovani in vista del Sinodo che si terrà nel prossimo ottobre. Vorremo continuare, secondo le indicazioni della Pastorale giovanile, a dialogare con i giovani, a conoscere le speranze e le attese che essi vorranno condividere con noi e presentare al Sinodo per averne una parola incoraggiante.
2. la vita delle nostre parrocchie: il nostro essere comunità dal volto missionario, lo slancio gioioso dell’annunciare il Cristo, salvezza e vita per il mondo, la necessaria apertura ai linguaggi ed al vivere degli uomini di questo tempo, il dialogo con l’umanità: “Una pastorale tesa unicamente alla conservazione della fede e alla cura della comunità cristiana non basta più. È necessaria una pastorale missionaria, che annunci nuovamente il Vangelo, ne sostenga la trasmissione di generazione in generazione, vada incontro agli uomini e alle donne del nostro tempo testimoniando che anche oggi è possibile, bello, buono e giusto vivere l’esistenza umana conformemente al Vangelo e, nel nome del Vangelo, contribuire a rendere nuova l’intera società” (Il volto missionario delle parrocchie in un mondo che cambia, 1).
Consapevole della complessa intensità del momento storico e dei cambiamenti di orizzonte di pensiero e di vita sociale che stiamo vivendo, ed in cui la Parrocchia è chiamata a vivere in rinnovate forme di dialogo con il mondo, ad essere volto missionario di misericordia, mi piace condividere una citazione del teologo Giulio Albarello che invita ad essere attenti a non fermarci ad un cattolicesimo “tascabile, ossia troppo sicuro della sua dottrina granitica per accorgersi della complessità spirituale e sociale in cui abita, oltre che ripiegato sull’intimismo spiritualistico di certe pratiche devozionali”.
Per tutto questo, propongo di riprendere e rileggere insieme, nel cammino di questo anno, la
nota pastorale della C.E.I. “Il volto missionario delle parrocchie in un mondo che cambia”.
3. la Catechesi, che, nelle nostre parrocchie è, e rimane uno dei punti di forza della trasmissione della fede e della vita di cammino comune incontro al regno di Dio. La catechesi, per il suo costante rapporto con il tempo, con l’umanità, e con le tensioni sempre nuove della vita del mondo, è la via che necessita di un continuo rinnovamento: “L’incontro catechistico è un annuncio della Parola ed è centrato su di essa, ma ha sempre bisogno di un’adeguata ambientazione e di una motivazione attraente, dell’uso di simboli eloquenti, dell’inserimento in un ampio processo di crescita e dell’integrazione di tutte le dimensioni della persona in un cammino comunitario di ascolto e di risposta” (Eg 166).
Dal 1 settembre 2018 inizia la sua attività l’ISSR interdiocesano “San Pietro e San Paolo”, con sede in Capua.
Con il supporto dell’Ufficio Catechistico, e la collaborazione degli altri Uffici pastorali, sarà presentato un programma diocesano di formazione catechistica e di approfondimento della
fede destinato agli operatori pastorali e ai fedeli che volessero parteciparne.
4. Preparazione e avvio della Visita pastorale
5. Come già lo scorso anno vorremo dare spazio ed attenzione ad alcune giornate nazionali per educarci ad essere “Chiesa in uscita”, Chiesa che vive ed annuncia il vangelo nella concretezza della quotidianità della vita di tanta gente.
• Custodia del creato (Giornata Regionale il 15 settembre in Castellammare-Sorrento)
• Giornata dei Poveri (18 novembre 2018 “Questo povero grida e il Signore lo ascolta”
• Settimana della vita (3 – 10 febbraio 2019)
• Festa dei popoli


Presentazione del calendario 2018-2019


Carissimi,
nell’ultimo incontro di formazione, il nostro Vescovo ci anticipò il tema del prossimo Anno Pastorale: Il Rinnovamento della Chiesa italiana alla luce dell’Evangelii Gaudium - riprendendo il documento della CEI, del 2004, Il Volto Missionario delle Parrocchie in un mondo che cambia.
Anche in noi può insinuarsi l’idea di pensare alla Chiesa, alla Parrocchia, come qualcosa di astratto: l’idea universale di Chiesa.
Il documento parla del volto: lineamenti, espressione, e diventa per noi una forte provocazione.

Ancora una volta chiedo a tutti di assumere una maggior consapevolezza del dono ricevuto, del ministero posto nelle nostre mani, della carità che siamo chiamati ad incarnare e, quindi, a testimoniare, in una continua contemplazione fattiva ed affettiva dell’amore del Padre manifestatosi in Cristo Gesù e comunicatoci dall’azione dello Spirito Santo.

Don Maurizio



Ef 7,11-16
11 E’ Cristo che ha dato ad alcuni di essere apostoli, ad altri di essere profeti, ad altri ancora di essere evangelisti, ad altri di essere pastori e maestri, 12 per preparare i fratelli a compiere il ministero, allo scopo di edificare il corpo di Cristo, 13 finché arriviamo tutti all'unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, fino all'uomo perfetto, fino a raggiungere la misura della pienezza di Cristo. 14 Così non saremo più fanciulli in balìa delle onde, trasportati qua e là da qualsiasi vento di dottrina, ingannati dagli uomini con quella astuzia che trascina all'errore. 15 Al contrario, agendo secondo verità nella carità, cerchiamo di crescere in ogni cosa tendendo a lui, che è il capo, Cristo. 16 Da lui tutto il corpo, ben compaginato e connesso, con la collaborazione di ogni giuntura, secondo l'energia propria di ogni membro, cresce in modo da edificare se stesso nella carità.

martedì 30 giugno 2015

Sante Messe Gregoriane

Don Nicola Mascolo
                                                                                                        Andrea Tubiello

Diocesi di Aversa
Collegio dei Diaconi permanenti

Oggetto: Celebrazioni ininterrotte di trenta SS. Messe (Gregoriane), a suffragio dell’anima benedetta del Diacono permanente Nicola Mascolo. 
Comunico che le Celebrazioni delle S. Messe Gregoriane (30 Messe per trenta giorni consecutivi), in suffragio dell'anima benedetta del nostro carissimo confratello Rev. Don Nicola Mascolo, avranno inizio lunedì 6 luglio 2015. L'offerta di ciascun diacono dev'essere fatta recapitare al Rev. Diacono Don Angelo Cerrone. Mentre ci stringiamo intorno alla famiglia Mascolo, ai parenti ed amici per esprimere le nostre sentite condoglianze ed offrire il nostro conforto, raccomandiamo alla Misericordia Divina Trinitaria di accogliere nella gioia del suo Regno l'anima del nostro caro Nicola. 


In memoria di Nicola Mascolo, diacono cercatore

Nicola Mascolo, Diacono
Parroccchia San Gregorio Magno, Crispano
Nicola non mancava mai agli incontri con i confratelli, ai ritiri, alle liturgie e agli eventi pastorali della Diocesi.
Appena perveniva era lui che ti cercava, per salutarti, per sorriderti e comunicarti le sue esperienze parrocchiali, le sperimentazioni della diaconia e del suo ministero.
Il contributo personale alla comunità era per lui irrinunciabile, come irrinunciabili era coltivare l'amicizia ed il dialogo.
Ascoltava con attenzione e faceva confronti e proposte.
Le sue parole assumevano toni di serio rigore ecclesiale, stimolavano alla Carità e alla bellezza dell'esperienza di Dio; il suo agire esemplificava la sacra relazione dell'Ordine, esprimeva il senso della Chiesa e della sua fedele preghiera.
Con lui che manca ci rivolgiamo umilmente al Signore.

lunedì 31 marzo 2014

In memoria del diacono don Marco Di Tomassi

L'ultimo decennio del secolo scorso è stato vissuto dalla Diocesi di Aversa tra molti cambiamenti e nella esperienza epocale della visita pastorale del papa Giovanni Paolo II.
Tre vescovi si sono succeduti, alle soglie del terzo millennio e nel clima spirituale di preparazione del Grande Giubileo del 2000, ed hanno delineato tratti fondamentali della pastorale aversana odierna: il missionario Giovanni Gazza, il filosofo Lorenzo Chiarinelli, e l'ecclesiastico Mario Milano. La chiesa particolare di Aversa ha così espresso con particolare intensità le istanze universali della evangelizzazione, del dialogo culturale e dell'impegno pastorale. Queste istanze hanno assunto dimensioni attrattive e motivanti per molte scelte ed esperienze vocazionali, che hanno arricchito la grande storia della vita consacrata in Diocesi, ed appaiono ancora oggi come le coordinate di riferimento più importanti del percorso pastorale affidato alla guida del vescovo Angelo Spinillo.
La vocazione di don Marco Di Tomassi, diacono recentemente scomparso, si è maturata ed è stata vissuta proprio come una sintesi di queste caratterizzazioni storiche e spirituali della Diocesi.
Don Marco è stato un uomo di grande spiritualità e cultura, che ha realizzato il suo ministero caratterizzandolo con la tensione del Vangelo vissuto e testimoniato nella fede della Chiesa, annunciato a tutti con l'insegnamento e con il dialogo. Ha rappresentato un punto di riferimento, testimone di sobrietà e di speranza, per la religiosità ed il ministero del diaconato, sia per i confratelli già ordinati e sia per i molti che in questi anni si sono avviati sul cammino vocazionale.
La sua è stata una presenza sicura e discreta nei vari ambiti della vita ecclesiale ove egli ha partecipato. Nei Convegni Pastorali Diocesani come animatore e relatore con grande preparazione biblica e teologica; nelle Comunicazioni Sociali e nelle Attività Culturali proposte dall'Istituto di Scienze Religiose; nell'Insegnamento della Religione Cattolica e nell'Educazione dei giovani; nella Vita Liturgica e nella Catechesi Parrocchiale; nella condivisione dei Ritiri Spirituali del Diaconato.
L'amore per le cose del Cielo egli lo ha espresso anche con la passione per l'astronomia, e sicuramente lo avrebbe entusiamato la notizia della 'scoperta scientifica' dei primordi dell'universo che è circolata proprio nei giorni che hanno preceduto la sua dipartita.
Il 18 Marzo 2014 il vescovo Angelo Spinillo, insieme con la moglie e i familiari, con la Comunità parrocchiale e con il Collegio Diaconale, ha celebrato la Santa Messa esequiale per don Marco nella Chiesa di Santa Eufemia di Carinaro. In quella occasione i colleghi e gli studenti di don Marco hanno voluto testimoniare con sentite e commoventi parole i tratti spirituali della sua personalità.

Don Marco aveva 64 anni ed era stato ordinato diacono dal vescovo Lorenzo Chiarinelli nel dicembre del 1996.  
     

domenica 27 gennaio 2013

Un segno di partecipazione ecclesiale per l'ordinazione diaconale


Tra le tante comunicazioni inviate ai diaconi ordinati il 20 gennaio 2013 nella Cattedrale da S. E. Mons. Angelo Spinillo, vi è anche quella di Alessandro D'Errico, Nunzio Apostolico in Croazia, che fu seminarista e giovane sacerdote nella nostra Chiesa di Aversa prima di avviarsi sul percorso della Diplomazia Pontificia.




venerdì 25 gennaio 2013

L'ordinazione in cattedrale di 13 diaconi


Riproponiano in questo blog dedicato alla comunità locale del diaconato il commento di Mons. Stefano Rega, Rettore del Seminario diocesano, sull'ordinazione diaconale ad Aversa del 20 Gennaio 2013. Il commento riporta qualche passo della bella omelia del vescovo Angelo Spinillo, in particolare quello in cui incoraggia i diaconi a non avere paura di “sporcare le dalmatiche” nel servizio alla comunità ecclesiale e ai fratelli, quasi evocando gli stessi concetti spirituali espressi dal vescovo servo di Dio don Tonino Bello (D.T. Bello, Stola e grembiule, Ed. Insieme, Terlizzi 1993). Don Tonino Bello, riferendosi al grembiule, dice che il Vangelo “per la messa solenne celebrata da Gesù nella notte del Giovedì Santo, non parla nè di casule, nè di amitti, nè di stole, nè di piviali. Parla solo di questo panno rozzo che il Maestro si cinse ai fianchi con un gesto squisitamente sacerdotale”; e ancora: “la stola ed il grembiule sono come l'altezza e la larghezza di un unico panno di servizio: il servizio reso a Dio e quello offerto al prossimo. La stola senza il grembiule resterebbe semplicemente calligrafica. Il grembiule senza la stola sarebbe fatalmente sterile.”
Il vescovo Spinillo dice le stesse cose applicando la similitudine nel servizio del grembiule e della dalmatica.

Tredici diaconi hanno arricchito con il loro “si” la Chiesa aversana

Domenica 20 gennaio u.s., durante una solenne concelebrazione Eucaristica, il Vescovo di Aversa Mons. Angelo Spinillo, in una Chiesa Cattedrale gremita di fedeli, con l’imposizione delle sue mani, ha ordinato 13 diaconi, tra cui 5 candidati al presbiterato: Giuseppe Avolio, Armando Bazzicalupo, Alessandro Palumbo, Domenico Pezzella e Antonio Scarano; e 8 diaconi permanenti: Alfredo Aveta, Antonio Beatolui, Antonio Crescenzo, Ferdinando Fattore, Alessandro Letizia, Mario Romis, Mario Scarano e Vincenzo Vitale. Il Vescovo ha affermato di aver voluto unire i due gruppi perché unico è il ministero diaconale a servizio della Chiesa, sia per coloro che già sono consacrati nel Matrimonio e lo vivranno in maniera permanente e soprattutto per i diaconi transeunti, che avviandosi verso il presbiterato, dovranno sempre essere nella Chiesa imitatori di Cristo “servo obbediente”.
Una celebrazione partecipata e commovente sia per gli stessi ordinati che per le loro famiglie e comunità parrocchiali, le quali hanno accompagnato con la preghiera e la gioia il cammino di questi nostri fratelli.
Il Vescovo Angelo nella sua omelia si è soffermato sul senso del servizio, ma ancor di più sul senso della chiamata, facendo riferimento al testo del Vangelo di Giovanni (2,1-12) proclamato durante la Liturgia della Parola. Alla fine della celebrazione, ha rivolto il suo augurio ai 13 ordinati, esortandoli a non avere paura di “sporcare” quelle dalmatiche di cui sono stati rivestiti i neo ordinati, in quanto la dalmatica è l’abito del servizio: “non abbiate paura di sporcare quelle dalmatiche nelle aule del catechismo, nell’animazione all’interno delle vostre comunità, la dalmatica richiama la veste battesimale con un significato contrario, perché se la veste battesimale deve rimanere senza macchia, la dalmatica, invece, vi è data per essere sporcata, in quanto usata per il servizio, qualsiasi servizio, ai fratelli, alla carità e alla Chiesa”. (don S. Rega)